(Adnkronos) – Gli effetti dei dolcificanti artificiali potrebbero trasmettersi di generazione in generazione. E’ l’ipotesi esplorata in un nuovo studio condotto su animali, dal quale è emerso che la prole di topi che avevano assunto sucralosio o stevia presentava un’espressione alterata dei geni legati all’infiammazione e al metabolismo. Da tempo si discute dei potenziali effetti a lungo termine di questi dolcificanti e le organizzazioni sanitarie internazionali hanno acceso un faro. La preoccupazione è che potrebbero interferire con il metabolismo energetico e aumentare il rischio di sviluppare diabete o malattie cardiovascolari. Ma è un pericolo che si può circoscrivere a chi li consuma o può diventare una scomoda ‘eredità’ che poi passa sulle spalle dei propri discendenti? Il lavoro appena pubblicato su ‘Frontiers in Nutrition’ punta a indagare proprio su questo. Per farlo, gli autori hanno iniziato dividendo 47 topi, maschi e femmine, in tre gruppi, ognuno dei quali ha ricevuto acqua semplice oppure acqua con una dose di sucralosio o stevia, paragonabile alla quantità che un essere umano potrebbe consumare nell’ambito di una normale dieta. Questi gruppi di topi sono stati poi allevati per due generazioni consecutive, entrambe alimentate con acqua semplice.

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