(Adnkronos) – “Quando il valore di ciò che mangiamo viene misurato solo in termini di ‘purezza’ o ‘correttezza’, il rischio è che la ricerca di equilibrio lasci spazio a un rapporto ansioso e iper-controllato con il cibo. Ed è proprio in questa trasformazione silenziosa che il confine tra cura e ossessione può diventare sottile”. Lo spiega Giuseppe Magistrale, psicoterapeuta e co-founder di Lilac-Centro Dca

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