Malattie rare: Grandaliano (Gemelli), ‘screening e prevenzione fondamentali per glomerulopatia da C3’

(Adnkronos) – “Per la malattia renale C3G lo screening e la prevenzione sono fondamentali. Un banale esame delle urine, infatti, permette di avere un sospetto e di avviare un iter diagnostico che vale anche per molte altre malattie. La diagnosi precoce sicuramente può modificarne il decorso” anche perché “oggi abbiamo a disposizione una terapia specifica”. Lo ha detto Giuseppe Grandaliano, professore di Nefrologia presso l’università Cattolica e direttore della Uoc di Nefrologia, Fondazione policlinico Gemelli Irccs, in occasione del via libera al rimborso di iptacopan, da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), per il trattamento della glomerulopatia da C3.

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Malattie rare: glomerulopatia da C3, Spoleti (Progetto Ddd), ‘impatta molto sulla vita quotidiana’

(Adnkronos) – “La C3G è una malattia molto problematica: non tutti i pazienti evidenziano gli stessi problemi o la stessa gravità” in termini di impatto “sulla vita quotidiana”. Si tratta di una “malattia invalidante, che porta alla dialisi, quindi bisogna continuare a recarsi in ospedale fin da bambini, tre volte a settimana. E’ davvero un grosso problema anche per i genitori e per il loro lavoro”. Non mancano, poi, “i problemi fisici, perché la dialisi dura mezza giornata, e quelli psicologici”. Lo spiega Fabrizio Spoleti, presidente dell’associazione Progetto Ddd (Dense deposit disease – malattia a depositi densi), all’incontro con la stampa organizzato da Novartis, a Milano, in occasione della rimborsabilità concessa da Aifa – Agenzia italiana del farmaco a iptacopan per il trattamento della glomerulopatia da C3 (C3g).

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Medicina, 'filo' sottile 1,5 mm contro morte cardiaca improvvisa, a Bergamo primi interventi

Medicina, ‘filo’ sottile 1,5 mm contro morte cardiaca improvvisa, a Bergamo primi interventi

(Adnkronos) – E’ come un filo sottilissimo, diametro 1,5 millimetri, adatto anche ai pazienti più giovani. E in queste dimensioni microscopiche racchiude una speranza contro l’incubo della morte cardiaca improvvisa. A poche settimane dall’autorizzazione degli enti regolatori europei all’utilizzo nella pratica clinica dell’elettrocatetere transvenoso da defibrillazione “più piccolo al mondo”, lunedì 30 marzo all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo sono stati eseguiti “i primi due interventi in Italia, tra i primi a livello internazionale”, con questo dispositivo di ultima generazione, informano dalla struttura. I pazienti sono due giovani adulti ad altissimo rischio di aritmie, condizioni associate a un elevato rischio di morte cardiaca improvvisa. Il duplice intervento è stato eseguito dall’équipe dell’Elettrofisiologia del Papa Giovanni XXIII, Unità diretta da Paolo De Filippo e afferente al Dipartimento Cardiovascolare.

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